Processo ai Templari in Irlanda
I Cavalieri Templari arrivarono in Irlanda intorno al 1177, dopo l’invasione normanna, e stabilirono importanti precettorie (case e centri dell’ordine) soprattutto a Dublino e a Waterford.

Ruderi Castello Templare (Templehouse Castle) Sligo
Storia e Presenza in Irlanda
Il quartier generale: la principale sede Templare irlandese si trovava a Kilmainham, vicino a Dublino, dove sorgeva la casa madre dell’ordine nell’isola.
Le terre e i beni: Possedevano grandi appezzamenti di terreno fertile, in particolare nella contea di Waterford e nella zona di Crook.
Funzione economica: la precettoria di Kilbar (o Kilbarry) a Waterford funzionava anche come centro finanziario e di deposito, facilitando i viaggi e il trasferimento di denaro.
La fine dell’ordine: Come nel resto d’Europa, anche in Irlanda i Templari furono arrestati e i loro beni confiscati a partire dal 1308, con la soppressione ufficiale dell’ordine nel 1312 da parte di Papa Clemente V.
Tracce e Leggende Oggi
Galway: si dice che la Chiesa di St Nicholas custodisca resti di una cappella Templare, tra cui la famosa “Colonna dell’Apprendista”.
Waterford: nei pressi di Kilbarry rimangono i siti storici legati alle loro antiche proprietà terriere e di controllo commerciale.
I processi e la soppressione dei Cavalieri Templari in Irlanda ebbero dinamiche uniche rispetto a quanto accaduto nel resto d’Europa. Sebbene l’ordine sia stato smantellato ovunque in seguito alle pressioni di Filippo il Bello e alle bolle papali di Clemente V, l’applicazione delle condanne in Irlanda fu meno sanguinosa e ostacolata da forti resistenze locali.
L’Arresto e l’Inizio delle Inchieste
L’ordine della Corona: sulla scia degli arresti francesi del 1307, il re d’Inghilterra Edoardo II ordinò l’arresto immediato di tutti i Templari nei suoi domini, inclusa l’Irlanda. Il 3 febbraio 1308, i Templari irlandesi furono catturati simultaneamente e imprigionati nel Castello di Dublino.
Le accuse ufficiali: i cavalieri furono sottoposti alle classiche accuse standardizzate di eresia, apostasia, blasfemia, idolatria del “Baphomet” e sodomia.
Le Peculiarità del Processo Irlandese (1310)
Il processo formale iniziò a Dublino solo nel 1310 nella Cattedrale di San Patrizio, guidato da inquisitori pontifici appositamente inviati dall’Europa; tuttavia, l’andamento del processo mise in luce una forte discrepanza.
Mancanza di prove concrete: gli inquisitori tentarono di indagare con il massimo rigore, ma gran parte delle testimonianze raccolte contro di loro proveniva da frati di ordini rivali (come i Francescani e i Domenicani) e consisteva in semplici dicerie o manifestazioni di “antipatia generale”, prive di fondamento reale.
Il rifiuto della tortura: a differenza della Francia, dove le confessioni vennero estorte con brutali torture, i tribunali ecclesiastici e civili operanti sotto la legge comune dell’isola applicarono pochissima o nessuna violenza fisica.
Nessun rogo: come conseguenza della mancanza di confessioni estorte e della moderazione dei giudici locali, nessun Templare fu bruciato sul rogo in Irlanda.

Il Cimitero Templare di Kilbarryil
La Soppressione e il Destino dei Beni (1312)
Nonostante le scarse prove accumulate a Dublino, il destino dell’ordine era segnato a livello centrale. Nel 1312, con la bolla Vox in excelso emessa durante il Concilio di Vienne, Papa Clemente V sciolse formalmente l’ordine in tutta la cristianità.
Il passaggio agli Ospitalieri: tutti i vasti possedimenti terrieri ed economici dei Templari irlandesi (tra cui le ricche precettorie di Kilmainham a Dublino e Kilbarry a Waterford) furono ufficialmente trasferiti per decreto papale ai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni (noti oggi come Cavalieri di Malta).
La pensione per i Cavalieri: poiché non vennero giudicati colpevoli di crimini capitali o eresie conclamate, ai cavalieri irlandesi fu permesso di integrarsi in altri ordini monastici oppure venne concessa loro una pensione statale per vivere il resto dei loro giorni in monasteri locali.
I documenti storici conservati indicano che al momento della soppressione in Irlanda erano presenti ufficialmente 19 Templari.
A causa delle durissime condizioni di carcerazione preventiva nel Castello di Dublino prima del processo, 5 di questi 19 cavalieri morirono in catene ancora prima di poter comparire davanti ai giudici. Di conseguenza, solo 14 Templari furono effettivamente interrogati e processati nella Cattedrale di San Patrizio a Dublino nel 1310.
I nomi dei Templari registrati in Irlanda
Grazie ai registri dello Scacchiere Reale (Royal Exchequer) del 1308 che assegnavano loro una indennità di mantenimento, e ai verbali del processo del 1310, si conoscono i nomi di tutti i membri dell’ordine sull’isola:
· Henry Danet – Il Master (Maestro e Comandante) dei Templari in Irlanda.
· Thomas de Lyndeseye – Il socius (stretto collaboratore/assistente) del Maestro.
· Stephen de Stapelbrugge – Altro importante assistente (socius).
· William de Warenne
· Thomas de Rathenny
· Robert de Porbryg (o de Pourbrigge)
· Hugh de Broghton (o de Broghem)
· John de Faucresham
· Henry Mautravers
· Richard de Bostelesham (o de Bustleham)
· Henry de Aslakeby (o de Aslackby)
· Ralph de Bradley
· Richard de Oppledene
· John le Romeyn (o John Romayn)
· Walter le Lung
· Henry de la Ford
· Michael de Sutton
· Walter de Jonesby
· William de Balygaueran
· Adam de Langeport – (Incluso esplicitamente tra i 14 interrogati nel 1310).
La composizione del tribunale inquisitorio
Il processo non fu guidato da giudici ordinari, ma da una commissione pontificia papale di cinque membri fedeli a Roma:
3 frati Domenicani: Richard Balyban, Philip de Slane e Hugh Saint Leger.
2 frati Francescani: Roger de Heton e Walter Prendergast.
Nonostante i tentativi degli inquisitori di estorcere colpevolezze, nessuno dei 14 sopravvissuti confessò i crimini peggiori proprio perché non si fece ricorso alla tortura, portando alla loro successiva assoluzione e integrazione in altri monasteri, anche se quattro fratelli persero la vita, e per i 14 Templari sopravvissuti il carcere fu piuttosto duro.
In base alla regola dell’ordine, i singoli cavalieri non potevano possedere beni a titolo personale: ogni terra, mulino o castello apparteneva collettivamente al Tempio. Tuttavia, i singoli cavalieri citati erano i custodi, comandanti (preceptors) o amministratori di specifiche e ricchissime proprietà sparse sul territorio irlandese prima del loro arresto nel 1308.
Grazie agli inventari reali redatti dalla Corona inglese subito dopo la confisca, sappiamo esattamente quali possedimenti erano legati alle figure chiave del processo:
1. Henry Danet (Il Maestro d’Irlanda)
In quanto massima autorità dell’ordine sull’isola, Henry Danet gestiva direttamente il quartier generale e le finanze centrali:
La Precettoria di Kilmainham (Dublino): la sede principale dei Templari in Irlanda. Amministrava un enorme complesso fortificato con terre agricole, pascoli lungo il fiume Liffey e i diritti di pesca. Era il cuore politico ed economico dell’ordine.
La Precettoria di Clontarf (Dublino): un altro distaccamento strategico vicino alla costa, fondamentale per il controllo dei traffici marittimi diretti al porto di Dublino.
2. William de Warenne
Unico vero cavaliere d’arme insieme a Danet, William de Warenne fu un personaggio di altissimo profilo (imparentato con influenti nobili anglo-normanni locali). Al momento dell’arresto era il comandante di una delle sedi agricole più ricche d’Irlanda: la Precettoria di Clonoulty (Contea di Tipperary): all’epoca chiamata Clonaul. Gli inventari reali di questa specifica proprietà sotto la custodia di Warenne registrarono un immenso valore materiale: grandi scorte di pregiato tessuto bianco, vesti di lana colorata e cavalli da guerra di immenso valore. La tenuta includeva anche un mulino per la follatura della lana a Rossmore.
3. Gli altri cavalieri e le precettorie minori
I restanti membri dell’elenco (come Henry de Aslakeby o Richard de Bostelesham) erano distribuiti come amministratori o frati residenti in altre tenute strategiche sequestrate dallo Scacchiere Reale:
Kilclogan (Contea di Wexford): una precettoria costiera fortificata che controllava i commerci marittimi del sud-est e i traghetti sul fiume Barrow.
Crook e Kilbarry (Contea di Waterford): due enormi complessi agricoli e commerciali che gestivano migliaia di acri di terra fertile, mulini e intere rendite parrocchiali della zona.
Temple House (Contea di Sligo): una delle poche roccaforti nell’ovest dell’Irlanda, situata in una posizione di frontiera per proteggere i confini dai clan gaelici.
Quando l’ordine venne sciolto, tutte queste ricchezze immobiliari – terre fertili, mulini, mandrie e i preziosi cavalli da guerra gestiti da Warenne e Danet – vennero assegnate ai Cavalieri Ospitalieri, trasformandoli istantaneamente nella potenza monastica più ricca d’Irlanda.
Quando gli ispettori del re Edoardo II e gli sceriffi reali fecero irruzione nella sede centrale di Kilmainham nel febbraio del 1308, non trovarono forzieri pieni d’oro o reliquie misteriose, ma una grandiosa e complessa azienda agricola, militare e monastica.
I verbali dello Scacchiere Reale (Royal Exchequer), redatti accuratamente per inventariare ogni singolo bene da confiscare a favore della Corona, rivelano nel dettaglio cosa conteneva la precettoria.

Questo schizzo di George Du Noyer risale al 1850 circa e mostra il complesso visto frontalmente. Anche in questo caso, leggendolo da sinistra a destra, si vedono le rovine della Chiesa Templare, separate dalla successiva torre ospedaliera in stile normanno, e un dettaglio da notare è come le finestre della chiesa del 1828, sulla destra, richiamino le eleganti finestre a lancetta presenti nelle rovine della Chiesa Templare.
1. Il Tesoro e le Monete
A dispetto dei miti sul “tesoro dei Templari”, la liquidità trovata fu modesta perché l’ordine fungeva più da banca di transazione che da deposito statico: una somma in contanti pari a circa 50 sterline e 14 scellini (una cifra comunque considerevole per l’epoca, equivalente al salario annuale di decine di artigiani).
Diversi pegni in oro e argento lasciati dai nobili anglo-normanni locali come garanzia per i prestiti ricevuti dall’ordine.
2. Le Armi e le Dotazioni Militari
Kilmainham era una fortezza e il centro di addestramento dell’ordine nell’isola. Gli ispettori inventariarono:
un arsenale composto da spade, lance, scudi d’arme e armature a maglia di ferro (hauberks).
Balestre e relative munizioni per la difesa delle mura.
I preziosi cavalli da guerra (destrieri), considerati tra i beni più costosi in assoluto, insieme a selle e finimenti militari.
3. I Beni Agricoli e le Scorte Alimentari (Il vero valore)
Il vero cuore della ricchezza di Kilmainham risiedeva nella sua immensa capacità produttiva. I magazzini erano stracolmi di:
centinaia di quarti di grano, orzo e avena stipati nei granai, pronti per essere venduti o distribuiti.
Migliaia di capi di bestiame che pascolavano nelle terre circostanti lungo il fiume Liffey, tra cui buoi da aratro, mucche da latte, maiali e immense greggi di pecore per la produzione della lana (il principale motore economico dell’epoca).
Grandi quantità di carne salata, aringhe in barile e formaggi per il sostentamento della comunità e dei viandanti.
4. Oggetti Sacri e Arredi Liturgici
Nella chiesa della precettoria gli ispettori registrarono i beni sacri usati per le funzioni quotidiane dal Maestro Henry Danet e dai suoi frati:
Calici e croci in argento dorato.
Messali, salteri e paramenti liturgici ricamati.
Grandi quantità di cera per le candele (un bene di lusso nel Medioevo).
Tutto questo immenso inventario non rimase nelle mani del Re: dopo il processo e la soppressione ufficiale del 1312, l’intero complesso di Kilmainham, con i suoi mulini, i diritti di pesca sul Liffey e le scorte, passò ai Cavalieri Ospitalieri, che lo trasformarono nella loro sede principale in Irlanda

