PAPA BENEDETTO XVI E I TEMPLARI

di Maurizio Santi
La storia ci ricorda che nel secolo XIV il Papa Clemente V, “umile servitore”  di chi lo aveva fatto eleggere al soglio pontificio,  Filippo il bello re di Francia, dette inizio alla causa contro i Monaci Cavalieri Templari, spinto dalle ambizioni di detto re che si era permesso di minacciare di scomunica  Bonifacio VIII, si erano invertiti i poteri. Clemente V, sotto le pressioni del re francese, convocò il 12 agosto 1308, con la pubblicazione della Bolla “Regnans in coelis”, il Concilio di Vienne, che si aprì nell’ottobre 1311 e terminò nel 1312, a conclusione del quale venne emessa la Bolla “Vox in excelso” con la quale veniva soppresso l’Ordine della Sacra Milizia del Tempio, viziato di tante irregolarità e soprusi nei confronti dei Monaci Cavalieri dalla rossa Croce e il bianco mantello, torturati fino alla morte, o fatti confessare fratelli donati che tutto potevano fare, ma niente sapere delle investiture ed altro.
Una situazione giuridica che nell’attualità continua senza una rivalutazione reale di un processo voluto per colpire un Ordine, troppo potente che disturbava gli interessi reali e anche quelli della Chiesa di Clemente V, il quale trasferì la residenza papale in Francia, facendo una “quantità” di nomine parentali.
A distanza di secoli possiamo interrogarci e dire che l’Ordine fu soppresso, ed è ovvio che per coloro i quali avessero indossato tali abiti sarebbero stati scomunicati; ma vediamo di fornire un’analisi logica degli eventi per capire meglio la volontà e la serietà di un grande Papa, Benedetto XVI, il quale voleva raggiungere una definizione seria fra i tanti gruppi che nei vari modi si chiamano legandosi alla storia dei Templari.
Vediamo i principali argomenti a cui fanno riferimento certi gruppi e storici anche attuali:

Benedetto XVI e il Cardinale Antonio Maria Ruoco Varela

Papa Giovanni XXII, successo a Clemente V, con la Bolla “Ad ea ex quibus” del 14 marzo 1319, autorizzò il Re del Portogallo a fondare l’Ordine dei Cavalieri di Cristo ove confluirono tutti i Cavalieri Templari presenti nel Regno; la Regola, l’abito e i beni concessi loro erano quelli dei Templari. Di fatto, il Papa ha permesso la rinascita dell’Ordine Templare facendo decadere la scomunica. Assolutamente no! E’  vero che le proprietà dei Templari passarono di proprietà a questi Cavalieri,  del nuovo “Ordine del Cristo” compresi gli abiti, per accogliere i superstiti ben voluti dal regnante a cui era legato, il potere di investire i nuovi cavalieri apparteneva storicamente a due figure distinte, a seconda del ramo dell’ordine:
1.Il Sovrano del Portogallo: Concesse le investiture fino al 1910. I monarchi portoghesi erano i Gran Maestri dell’ordine nel regno, un titolo che poi passò ai Re del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarve.
2.Il Papa: Il Pontefice Romano mantenne sempre la facoltà di conferire l’onorificenza attraverso il ramo pontificio (noto come Ordine Supremo del Cristo), considerato il più alto riconoscimento del Papato. Giovanni XXII concesse solo la possibilità, su forte pressione del regnante portoghese, di riunire, non tutti, i Templari utili a difendere i confini del suo regno come già svolto negli anni, ma mai mise mano alla Bolla del suo predecessore che sarebbe servita per riattivare un Ordine soppresso, trattasi di Ordini di nuova creazione con statuti e regole diverse.
Altra cosa è la Bolla “Dignum esse conspicius” di Papa Clemente IV, dell’8 giugno 1265, con la quale proibì a tutti gli ecclesiastici di pronunciare ogni e qualsiasi sentenza di scomunica o di interdizione contro i membri dell’Ordine del Tempio; tale Bolla aveva carattere di dogma. Pertanto, la Bolla “Vox in Excelso” di Clemente V non avrebbe potuto abrogare questa disposizione, specialmente nell’ambito del concilio di Vienne ove ai Padri conciliari non fu concesso neanche di prendere la parola.
Purtroppo tale Bolla di Clemente V, ormai lui e la Chiesa, schiavi di Filippo il bello, non venne proprio considerata, anche perché le minacce del regnante contro Bonifacio VIII, avevano terrorizzato questo debole pontefice, solo come tale chiamato, ma incapace di reagire alle “voglie” di un re indebitato anche con i Templari. A tutto ciò, per fare ulteriore chiarezza si ricorda un intervento fatto da Mons. Guido Ottria, quale Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico regionale piemontese, che il 16 febbraio 2008 scrisse un parere/sentenza circa la “Legittimità dell’Ordine e sua Denominazione, Legittimità e Conformità”, facendo riferimento al “Nuovo Codice di Diritto Canonico Promulgato da Papa Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983”. Molto interessante, resta il fatto che non si deve fare riferimento alla scomunica, ma alla soppressione che costituisce la sostanza per ogni ulteriore promulgato della antica definizione. Pertanto solo una Nuova Bolla di un Pontefice in carica può annullare la precedente di Clemente V.
Ripeto, vista questa situazione di vari gruppi facenti riferimento ai Templari Papa Benedetto XVI, volle intervenire per fare chiarezza ed evitare il prodursi di ulteriori gruppi che parlavano di discendenze di documenti di nobiltà: principi, duchi, marchesi ecc., dai nomi più strani e magari mai esistiti, facendo, però, sempre riferimento ad essere fedeli alla Chiesa, ma a volte legati a strani personaggi, ecco perché l’intervento del Santo Padre. “La Santa Sede, per mezzo del suo portavoce, annunciò in conferenza stampa, che Papa Benedetto XVI aveva deciso di nominare il Cardinale Antonio Maria Ruoco Varela quale responsabile per portare a termine il processo canonico della causa Templare iniziata più di 700 anni fa da Papa Clemente V”. Il tutto doveva definirsi in poco tempo, poiché Papa Benedetto XVI sperava di poter emettere un documento che avrebbe potuto risolvere questa annosa situazione, a causa dell’ambiguità del processo contro i Templari. Antonio Maria Ruoco Varela fu nominato e benedetto Arcivescovo e Cardinale da Papa Giovanni Paolo II, ma soprattutto amico fraterno di Benedetto XVI, Joseph Ratzinger. In Spagna è considerato un “tradizionalista”, e non è un mistero che in occasione del Conclave che vide l’investitura di Jorge Mario Bergoglio al Papato, il suo candidato preferito fosse il Cardinale Angelo Scola, sicuramente religioso di una cultura e personalità superiore all’argentino, soprattutto considerato personaggio autorevole in tutto il mondo. Inoltre il preferito del Papa eletto, in Spagna era Carlos Osoro, già alla guida della diocesi di Valencia, un prelato completamente diverso — molti lo definivano il “Francesco spagnolo”. La speranza di poter fare luce sugli avvenimenti che portarono alla soppressione dell’Ordine Templare ebbe un breve  inizio ed una veloce fine, in quanto con le dimissioni di Papa Benedetto XVI, si arrestò ogni possibilità di appurare essenzialmente, con certezza, la verità che dopo oltre sette secoli si dovrebbe cercare di nuovo, approfondendo con cura una forma antica di vita, analizzandola con attenzione gli “strumenti” della verità. Il mio pensiero, come potete trovare in altri miei articoli, è che effettivamente ci sono state circostanze che potevano far pensare al riconoscimento dell’antico Ordine Templare, ma in realtà si trattava solo di un riconoscimento di soppressione e non di scomunica. La logicità che è la qualità di un pensiero, di un’azione o di un discorso, conforme alla logica che rappresenta la coerenza, la razionalità e la consequenzialità di un ragionamento, ovvero la sua capacità di collegare le premesse alle conclusioni in modo rigoroso e privo di contraddizioni, presenti in questo caso, che purtroppo porta a dover emettere una nuova Bolla, cosa compresa da Papa Benedetto XVI che per questo motivo aveva dato comando al Cardinale spagnolo di cui si fidava. Nel ricordo dell’antico Ordine, vessato: “tormentato, oppresso, tartassato perseguitato angariato” e così potrei andare avanti. Soppresso da più di settecento anni e ancora oggi trasporta, al suo interesse, tante di quelle persone in tutto il mondo che forse è più attuale di allora, grazie a Filippo il bello e Clemente V.
Please follow and like us:
Pin Share

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *