Viaggio al centro della terra
(di Marcella Andreini)
Attraverso un messaggio cifrato, scritto in caratteri runici, il Professor Otto Lidenbrock intraprende insieme al nipote Axel, esperto di mineralogia, un viaggio verso il centro della terra. In base al messaggio il centro della Terra può essere raggiunto attraverso il vulcano Snæffels in Islanda. Il manoscritto è opera dell’alchimista islandese Arne Saknussemm, vissuto nel XVI secolo. Questi dopo aver compiuto il viaggio avrebbe lasciato dei segni nelle viscere della terra per agevolare il viaggio ai suoi intraprendenti successori. Il professore e il nipote Axel arrivano al cratere Jökull, segnalato dall’ombra dello Snæffels il 22 giugno, giorno del solstizio d’estate.

Islanda, qui comincia il Viaggio al Centro della Terra di Jules Verne Foto di www.sxc.hu
Percorrendo le oscure cavità sotterranee i protagonisti si imbattono in avventure e molti oggetti preziosi come resti di animali preistorici o rari minerali. I viaggiatori arrivano poi in una grande caverna che corrisponderebbe al centro della Terra. Qui si trovano davanti ad un mare detto il mare Lidenbrock che attraversano con una zattera; dopo tanti giorni di navigazione arrivano finalmente alla riva, ma non la riva opposta, ma bensì quella di partenza (in seguito scopriranno che la bussola era impazzita e che il mare era in effetti stato attraversato). Cominciano a visitare la riva, dove trovano piante di dimensioni enormi ed un essere umano gigante. Trovano finalmente anche le tracce di Saknussemm, il primo esploratore del centro della terra, ma il passaggio indicato da Saknussemn è bloccato da una frana. Cercano di farsi largo provocando un’esplosione che li getta dentro un vulcano in eruzione. Risalgono le cavità terrestri attraverso un condotto del magma e si ritrovano alle pendici dello Stromboli. Da qui riprenderanno la strada per Amburgo.
simbolo della nascita ma del suo contrario, ossia luogo della morte e dell’oltretomba, del non ritorno. La caverna quindi ha in sé, come ogni grande simbolo esoterico, i due opposti: nascita e morte. Di conseguenza, come parte della Terra, ritroviamo anche nella caverna l’aspetto della generatrice in quanto simbolo del ventre femminile come luogo della nascita e della rigenerazione. Voglio identificare con l’espulsione dal vulcano Stromboli il “parto” e la rinascita alla vita terrena dei protagonisti del romanzo di Jules Verne: partoriti a nuova vita dallo Stromboli. Nella mitologia e nella leggenda la caverna è il luogo di grande fermento da dove scaturiscono fenomeni naturali quali sorgenti, fiumi, terremoti sedi di mostri che nell’immaginario davano origine a questi eventi; ma anche sedi di saggi, profeti e luogo di oracoli; a tal proposito narra il geografo greco Pausanias nel II sec. a.C. che coloro che consultavano gli oracoli mettevano i loro piedi all’interno delle fessure della terra e venivano trascinati nelle sue viscere per percorsi e visioni terribili e scioccanti fino a riemergerne illuminati ma completamente scossi.

Stromboli, qui finisce il viaggio dei protagonisti del romanzo di Verne – Foto di www.sxc.hu

