CASTEL DEL PIANO, PALIO 2025
di Maurizio Santi
Anche per l’anno 2025 si è concluso il Palio di Castel del Piano, una corsa senza storia il Poggio è partito primo vincendo facilmente. Al Poggio era toccato in sorte il cavallo Benito Baio, con la monta di Antonio Siri detto Amsicora già vincitore in Piazza Garibaldi nel 2011 per il Borgo e nel 2017 e nel 2022 per le Storte. L’anglo arabo Benito Baio si è ripetuto dopo la vittoria del 2024 per il Borgo. Il Poggio non vinceva dall’anno 2016, conquistando il suo dodicesimo successo.
Vediamo le accoppiate: (Borgo-Unamore-Carlo Senna detto Brigante), (Monumento-Veranu-DinoPes detto Velluto), (Le Storte- Benito- Giuseppe Zedde detto Gingillo) e (Poggio-Benito Baio-Antonio Siri detto Amsicora).
La mossa è stata piuttosto lunga, oltre quarantacinque minuti. Naturalmente il più controllato e favorito era Dino Pes Velluto, forse anche troppo e in modi poco ortodossi controllato, con il Mossiere che urlava alle Storte e al Borgo di mettersi in posizione. Finalmente si parte con in testa il Poggio, seguita da Le Storte che era lontanissima dal canape, avendo così almeno due lunghezze di distacco.

Ufficialmente si è detto che la mossa ha trovato, all’abbassamento del canape Borgo e Monumento che si ostacolavano. Personalmente mi è sembrato che il fantino del Borgo si fosse “innamorato” di Veranu o di Velluto: ha preso le briglie del cavallo del Monumento, e non voleva più lasciarle. La verità, come i più attenti hanno visto, Brigante ha preso le briglie di Veranu e le ha lasciate dopo che il Poggio aveva un tale vantaggio che dava sicurezza dal possibile ritorno di Velluto. Le Storte non sono sembrate convinte nel recupero sul Poggio che Amsicora, alla monta, faceva scorrere Benito Baio, il vero favorito, in scioltezza. Il Borgo non era interessato a correre si è proprio fermato. L’unico che ha tentato un disperato recupero è stato quel fantino di nome Dino Pes che io chiamo “l’Ultimo Cavaliere”, ma purtroppo è stato tutto inutile era troppo il vantaggio del Poggio. Dino in quei tre giri ha dimostrato ancora una volta una preparazione fisica e mentale per gestire la relazione con il cavallo, eccellendo nella guida dello stesso per coordinazione, abilità e concentrazione, sapendo gestire lo sforzo e la foga del cavallo che montava tentando il tutto per tutto, arrivando al culmine della sua performance. A fine corsa Brigante è stato portato immediatamente via dai suoi contradaioli per paura di una reazione di quelli del Monumento. Per concludere l’unico che ha veramente corso il Palio è stato l’Ultimo Cavaliere (Velluto) facendo tre giri pazzeschi (Io vidi già cavalier muover campo-Dante-), in quanto Siri aveva un tale vantaggio che andava in scioltezza, Le Storte non ci sono mai sembrate convinte nell’inseguimento, superate dal Pes, e il Borgo si è proprio fermato. Finita la corsa, Pes ha avuto modo, ancora una volta, di dimostrare che cuore grande possiede, un Signore, e forse anche troppo disponibile con tutti caro Dino. Ripeto un GRANDE Dino Pes detto Velluto.
Mossiere assolutamente da rivedere una mossa così non è accettabile voto 3
Carlo Sanna detto Brigante Borgo: per la corsa non giudicabile non ha partecipato non valutabile; per il comportamento, se la sua Contrada tale ordine gli aveva dato, bravo, voto 10, però ha adottato il peggiore dei sistemi, esiste modo e modo per fermare l’avversario, ma non quello da lui praticato.
Giuseppe Zedde detto Gingillo Le Storte: partenza lenta e inseguimento non convinto voto 6
Antonio Siri detto Amsicora Poggio: furbo e veloce alla partenza, grazie a Brigante ha corso a solo e chi vince ha sempre ragione voto 10
Dino Pes detto Velluto Monumento: l’unico, nonostante la lunga trattenuta subita alla partenza, che ha provato il recupero su Amsicora superando anche Gingillo e rischiando. Voto 10, di più non si può dare.

