Il Palio di Castel del Piano 2026 – Vince Diego Minucci “Fastidio”
Il Palio di Castel del Piano 2026 è stato vinto dalla contrada Le Storte, grazie al trionfo del giovane fantino locale Diego Minucci, detto “Fastidio”, in sella all’esordiente cavallo Espu.
La storica corsa si è tenuta in Piazza Garibaldi l’8 settembre 2026, assegnando il drappellone dipinto dall’artista senese Silvia Gasparrini.
Cronaca e dettagli della corsa
Il Palio del 2026 ha regalato forti emozioni e colpi di scena significativi per la comunità amiatina:
La mossa estenuante: le quattro contrade sono rimaste davanti al canape per oltre un’ora in una fase di mossa lunghissima ed estenuante, gestita dal mossiere Davide Busatti, che ha comportato anche un richiamo ufficiale ai fantini.
Lo sviluppo della gara: al via è scattata in testa la contrada del Monumento con Giuseppe Zedde (detto Gingillo) su Benito Baio, tallonata subito dalle Storte con Diego Minucci.
Il sorpasso decisivo: quando il Monumento sembrava avere la vittoria in pugno, Minucci compie un vero e proprio capolavoro all’ultimo giro, cambia passo, chiede tutto a Espu (si accanto a Fastidio c’è Espu anglo arabo baio nato nel 2020, un cavallo che non lo tradisce, capace di sopportare una mossa lunghissima e di avere ancora, nell’ultimo giro, la forza necessaria per andare a prendere il Monumento. Veramente attenti a questi due, una coppia vincente) e alla curva della Gattina costruisce il capolavoro. Attacca il Monumento all’esterno infilando Gingillo e il suo Benito Baio, il sorpasso decisivo che regala il cencio alle Storte. Più staccate le altre due rivali, Borgo (con Antonio Siri su Unamore) e Poggio (con Andrea Sanna su Volpino).

Diego Minucci detto “Fastidio”
Un’impresa storica per il fantino di casa
La vittoria ha assunto un valore speciale per la carriera del ventunenne Diego Minucci: dopo aver debuttato a luglio nel Palio di Siena, con il giubbetto della contrada del Drago, nel Palio di Provenzano, momento che ha segnato il suo esordio ufficiale e l’assegnazione del nome di battaglia “Fastidio”, ha trionfato a Castel del Piano davanti al proprio pubblico. È la prima volta dopo 31 anni che un fantino originario del posto riesce a vincere il Palio di casa (l’ultimo era stato Stefano Bernardini nel 1995).
Ecco l’albo d’oro recente del Palio di Castel del Piano, che comprende i vincitori delle ultime edizioni corse in Piazza Garibaldi a partire dal 2015 fino all’ultimo trionfo del 2026:
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Anno
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Contrada Vincitrice
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Fantino
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Cavallo
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Note
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2026
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Le Storte
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Diego Minucci (Fastidio)
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Espu
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Vittoria storica del fantino di casa all’ultimo giro
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2025
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Poggio
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Antonio Siri (Amsicora)
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Benito Baio
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Seconda vittoria consecutiva per la contrada e per il cavallo
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2024
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Borgo / Poggio
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Andrea Sanna / Antonio Siri
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Benito Baio
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Corsa dominata e vinta con un ottimo spunto iniziale
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2023
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Monumento
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Dino Pes (Velluto)
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Uan King
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Vittoria netta dopo un’ottima partenza
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2022 (Sett.)
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Borgo
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Carlo Sanna (Brigante)
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Veranu
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Palio ordinario dell’8 settembre
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2022 (Maggio)
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Le Storte
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Antonio Siri (Amsicora)
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Quantovali
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Edizione Straordinaria
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2021
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Non disputato
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–
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–
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Rinviato a causa delle restrizioni sanitarie
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2020
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Non disputato
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–
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–
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Rinviato a causa delle restrizioni sanitarie
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2019
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Monumento
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Dino Pes (Velluto)
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Quisario
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Vittoria ottenuta con grande autorità
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2018
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Borgo
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Valter Pusceddu (Bighino)
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Quantovali
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Trionfo netto per i colori del Borgo
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2017
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Borgo
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Carlo Sanna (Brigante)
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Quasimodo di Gallura
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Vittoria scaturita da un forte attacco iniziale
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2016
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Poggio
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Giuseppe Zedde (Gingillo)
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Resolza
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Ultimo successo del Poggio prima del ciclo recente
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2015
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Monumento
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Giuseppe Zedde (Gingillo)
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Santu Padre
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Successo del veterano Gingillo
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Il drappellone del Palio di Castel del Piano 2026 porta la firma dell’artista senese Silvia Gasparrini, una pittrice con oltre vent’anni di esperienza internazionale nella pittura iconografica tradizionale, nello studio dei linguaggi bizantini e russi e nella teologia dell’immagine.
Presentato ufficialmente il 30 agosto 2026 nell’aula del Palazzo Comunale, il “cencio” è stato accolto con unanime entusiasmo dai popoli delle quattro contrade per il suo profondo significato e il suo valore estetico.
I dettagli e il simbolismo dell’opera
Il legame mariano e la devozione: il fulcro spirituale dell’opera è l’omaggio alla Madonna delle Grazie, protettrice di Castel del Piano a cui è dedicata la festa dell’8 settembre. Il drappellone intreccia abilmente fede, memoria e identità comunitaria.
L’omaggio a Mons. Magliacani: la tela racconta e celebra una pagina di storia locale molto sentita, ovvero il prezioso rapporto storico e spirituale con il vescovo Mons. Irzio Luigi Magliacani, storica figura religiosa del territorio amiatino.
La scelta cromatica: Silvia Gasparrini ha illustrato la composizione ponendo un accento fondamentale sul valore simbolico dei colori utilizzati, tipici della tradizione iconografica sacra medievale che l’artista padroneggia e che unisce pigmenti antichi a una raffinata sensibilità figurativa.
La firma dell’artigianato paliesco: l’artista, cresciuta nell’universo delle contrade senesi, ha riversato nella tela la sua conoscenza del mondo paliesco (maturata negli anni realizzando tamburi, barberi e stendardi storici), creando un’opera che rispetta rigorosamente i canoni della tradizione figurativa toscana.

