Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio – SALVADOR DALI’

Salvador Dalì fu grande ammiratore e sostenitore della teoria dei sogni di Sigmund Freud e, come molti suoi colleghi surrealisti, dipinse il sogno e le immagini legate all’inconscio che affiorano nel sogno. Saldvador Dalì era, inoltre, affascinato dal simbolismo e dall’esoterismo, passioni non discordanti in quanto, probabilmente, l’inconscio ha inglobato tanti simboli primitivi.

Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio (1944, olio su tela, 51 X 41 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza)

L’idea dell’opera “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” (1944), prende spunto dalla teoria dei sogni di Freud secondo la quale un elemento percepito dall’esterno, durante il sonno, viene inserito coerentemente all’interno del sogno. Lo stimolo esterno che suscita il sogno nella donna dipinta (Gala, moglie di Dalì) è l’ape che ronza intorno ad una melagrana (nel quadro, in basso verso destra).  Sia la melagrana che l’ape sono simboli di regalità: la melagrana ha una corona e per questo è stata spesso rappresentata nell’arte cristiana insieme alla Madonna o a Gesù Bambino, per sottolinearne la regalità.
L’ape, quando non rappresenta l’ape regina, è l’ape operosa che ha lo scopo di far vivere l’Ape Regina, quindi è simbolo di devozione regale. Alcuni, e questo è anche la mia visione, hanno visto nelle due  tigri l’Ape stessa. La tigre che esce dal pesce sarebbe l’addome dell’ape, la seconda tigre identifica il tronco, mentre la baionetta (con “pungiglione”) corrisponde alla testa dell’ape. D’altronde le tigri e le api hanno la caratteristica di avere un colore simile (da giallo a rossiccio) con striature nere. Le due tigri (quindi le due parti del corpo dell’ape) sono unite da un filo sottile (la coda della seconda tigre) come sottile è il legame delle due parti del corpo dell’ape. Nell’arte della Grecia antica l’ape era ripresa in diverse rappresentazioni artistiche, ma tale era la sua importanza economica (dall’ape si ricava il miele, la cera…) che compare anche in molte monete artisticamente molto particolareggiate.

 Gli antichi Babilonesi rappresentavano il dio Mithra come un leone che teneva nelle sue fauci un’ape che, nella lingua locale, si pronunciava Dabar, termine che indicava la Parola divina. Simbolo divino è il pesce con cui viene indicato Cristo, che nel quadro esce dalla melagrana. In questo caso la melagrana fa pensare a chi ha identificato in questo frutto la Chiesa mentre i chicchi che da essa fuoriescono sono i credenti (figli della chiesa). Tuttavia il pesce sembrerebbe un pesce mostruoso e vorace che più che a Cristo farebbe pensare ad un Lucifero, un capovolgimento, quindi,  del simbolo positivo in negativo. Una probabile critica alla chiesa da parte di Dalì?

L’ idea dell’ elefante in secondo piano, è probabile che sia legata alla scultura di Gian Lorenzo Bernini nella piazza di Santa Maria sopra Minerva a Roma, dove l’elefante trasporta un obelisco. (Anche l’ape è un simbolo molto utilizzato dal Bernini).

L’elefante, in base alla simbologia, rappresenta la castità e la temperanza; animale saggio e casto, legato alla figura di Maria. Ma anche simbolo di forza, pensiamolo nelle iconografie che lo ritraggono come “torre eburnea” in quanto sul dorso dell’animale veniva posta una torre di legno nella quale si nascondevano i soldati persiani e indiani, come in un bastione, per combattere. “L’elefante rappresenta la distorsione dello spazio” ha spiegato una volta Dalí, “le zampe lunghe ed esili contrastano l’idea dell’assenza di peso con la struttura”; così lunghe da tenere il corpo dell’elefante distaccato dalla terra e farlo apparire come se camminasse nel cielo. La tigre è simbolo esoterico della stessa coscienza. Secondo la visione esoterica di William Blake (XVII secolo) la tigre è l’archetipo allegorico dell’immagine originaria, in quanto creata da un potente demiurgo, che ha proiettato in essa un complesso di forze “titaniche” e terrificanti, e la stessa capacità creatrice. Nel suo aspetto positivo è il simbolo della forza, nel suo aspetto negativo rappresenta le potenze infernali e distruttrici. E la donna, Gala, è la sognatrice e, quindi, la creatrice dei simboli o forse è la vittima ignara e indifesa, in quanto addormentata, su cui si getta la Tigre-Ape?

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