SIENA E I TEMPLARI

                              di Maurizio Santi

Nella città di Siena, vicino Porta Camollia, si trova un piccolo gioiello di costruzione eretto intorno all’anno 998, all’epoca si trovava all’esterno delle mura cittadine, ed in seguito proprietà dei Cavalieri Templari al cui interno stabilirono la loro sede con l’annesso ospedale/ospizio di S. Nicolò. Un documento del 1148 indica la presenza dei Cavalieri dal bianco mantello e la Croce vermiglia in questa parte della città. E’ attorno alla chiesa che i Templari costruirono la vera “Magione” cioè quelle case, con portico e mura di cinta, su via di Ficareto fino alla cosiddetta Porta Guerra delle mura cittadine, con un Ospizio per i pellegrini: un elegante edificio che seppur rimaneggiato mostra ancora le sue belle forme romanico gotiche. Con la soppressione dell’Ordine dei Templari nel 1312, voluta da Filippo il Bello re di Francia e da Papa Clemente V,  la Magione di Siena passò ai Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni,  poi detti di Rodi ed attuali Cavalieri di Malta, che ampliarono il complesso monumentale aggiungendo una loggetta e decorando il loro refettorio ed altri attigui ambienti con affreschi. Alla Chiesa di San Pietro alla Magione “Mansio Templi”, edificata in pietra, stile romanico, vi si accede salendo circa sei gradini e al suo esterno presenta più Croci Templari: quella del Sovrano Militare Ordine di Malta (S.M.O.M.), e lo stemma del Commendatore dei Cavalieri, il bolognese Alberto Orso, raffigurante un orso, simbolo della propria famiglia. La facciata ha un grande portale in stile gotico, realizzato nel XIV secolo che ha sostituito i due originari portali affiancati, che ancora si riesce a intravedere. L’interno del luogo sacro, a pianta rettangolare, è composto da una unica navata con un presbiterio rialzato e da finestre alte e strette che illuminano l’ambiente. Vi sono affreschi trecenteschi degli artisti Meo di Pero e Cristoforo di Bindoccio, oltre a pietre con graffiti simbolici. Sulla sua destra vi si trova una cappella in mattoni eretta nei primi anni del XVI secolo. Il pozzo della Magione è ubicato nel cortiletto tra la canonica e la Chiesa di San Pietro. Esso presenta sezione circolare con pareti realizzate in laterizio ed ha la base e la parte terminale in pietra tufacea; si può supporre che trattasi di costruzione contemporanea alla Chiesa stessa.

I Templari si erano stabiliti vicino alla porta settentrionale della città, per poter accogliere i pellegrini e viandanti. Le  loro proprietà comprendevano l’ospedale, la domus dei Monaci/Cavalieri e la chiesa, oltre ad altre proprietà abitative e terreni, vedi a Marciano, tre torri in Siena, probabilmente una adibita a carcere, per la quale il Comune cittadino pagava ai Templari un compenso. La fondazione Templare della Toscana che deteneva il primato, per importanza, era il complesso senese insieme all’omonima di Lucca. A partire dai primi decenni del XIII secolo divenne il centro di molteplici attività promosse dal Comune nella zona di Camollia. I dignitari dalla vermiglia Croce, preposti alla guida ed alla amministrazione del complesso svolsero i compiti loro affidati con accortezza e sagacia, assicurando all’Ordine un costante consolidamento della propria presenza nella città. Solo negli ultimi anni di esistenza ufficiale dell’Ordine vi furono situazioni di contrapposizione e scontro. Si deve ricordare che anche nella provincia di Grosseto vi erano Magioni e proprietà Templari, una di queste, la San Leonardo di Grosseto dipendeva dalla San Pietro alla Magione di Siena. La Chiesa è stata oggetto di vari restauri: il coronamento ad archetti pensili della facciata risale al 1903. Fra il 1937 e il 1957, un restauro piuttosto imponente su disegno dell’architetto Egisto Bellini, interessò il ripristino del portico e della loggetta interna, e la ricostruzione del campanile a vela sull’antica sua base. Inoltre ai Templari venne affidata dal Comune di Siena la direzione dei lavori della costruzione del Duomo, revocata nel 1314, e la gestione del tesoro della Repubblica. All’interno dello stesso luogo sacro vi si trova il quadrato magico del Sator che comprende cinque parole di cinque lettere ciascuna che si ripetono se vengono lette da sinistra a destra o dall’alto al basso, e viceversa: “SATOR – AREPO – TENET – OPERA – ROTAS”. Tutto ciò conferma il legame tra il Sator ed i Templari, i quali adottarono questo simbolo per contrassegnare dei luoghi particolari, infatti questi “quadrati magici” si trovano nelle località e proprietà che furono sedi Templari. I luoghi del Sator sono sparsi in tutta Europa ed in Italia dove vissero questi Monaci/Cavalieri dalla Croce vermiglia, uno si trova a Siena, sul lato nascosto del Duomo, con i suoi enigmatici 1300 metri quadrati di pavimento intarsiato, raffiguranti l’evolversi dell’umana filosofia e ricco di simboli esoterici.

Il SATOR all’interno del Duomo di Siena

Ci sono pervenuti molti nomi  di dignitari della Magione senese che di seguito riportiamo:
(Siena 1299 Frate Pietro è il Commendatario della Mansione Templare di Siena); (Siena 1295 Frate Pietro è il Parroco della Mansione Templare di Siena); (Siena 1292 Frate Bernardo è il rettore della Mansione del Tempio di Siena); (Siena 1286  21 febbraio Prete Forte, Precettore della Mansione Templare di Siena accetta in dono da Dietavino di Basciano un bosco e due appezzamenti di terreno) ; (Siena 1284 Frate Amberto è il Commendatore della Domus Templare di Siena); (Siena 1276 Frate Giovanni Lombardo è il Commendatore della Domus Templare di Siena); (Siena 1273 25 novembre Frate Guglielmo Precettore della Mansione del Tempio di Siena, riscuote  da certe vigne e terre  che l’Ordine cavalleresco possiede “extra Collaciam de Camollia” la somma di 10 lire e 10 soldi); (Siena 1273 Frate Guglielmo è il Commendatore della Mansione Templare di Siena); (Siena 1272 Frate Cambio è il Precettore della Mansione Templare di Siena); (Siena 1266 Frate Landolfo è il Priore del Tempio ed il Parroco della Mansione di Porta Camollia); (Siena marzo 1262 Francesco Semplice di Canali (Canelli), zio di Manfredi, re di sicilia, alloggia presso i Templari di Siena);  (Siena 26 gennaio 1255, Gratia risulta essere stato il Cappellano della Mansione senese dei Templari e come tale figura, con il Precettore Andrea, in un atto rogato nella Domus fiorentina di San Giacomo della Vigna); (Siena 1245 – 18 ottobre Rimbaldo de Caron, Maestro vice dell’Ordine Templare, dovendo nominare un Precettore per le Domus “baiulie Italie” ne dà notizia con lettera al Minister della Mansione di Camollia di Siena. Il notaio senese Accorso afferma di avere visto tale lettera, “sigillato siglo cerae pendenti Domus Militie Templi, in quo erat ymago equi impresa et duorum militum seu equitum super ea”, nella Domus Templare di Siena alla presenza del Precettore Aldobrando ed altri testimoni, tra cui sembra Gratia il Cappellano); (Siena  1242 – 4 settembre Frate Uliviero, Precettore della Domus Templari di Frosini, è Procuratore di Filippo, Precettore della Domus Templare di Siena, Procuratore a sua volta di Enrico Teutonico, “Militie Templi in Italia Praeceptoris”, permuta alcuni terreni con il Monastero di San Galgano. L’atto è stipulato nella Domus Templare di Frosini) ; (Siena 1239 – 23 gennaio Frate Orlando de Sala è vicario in Toscana di frate Enrico Teutonico, “Magister domo rum Militie Templi totius Italiae”); (Siena 1207- 18 ottobre la Chiesa di San Pietro alla Magione nei pressi di Porta camollia è dei Templari ed il suo Minister è Frate Ranieri); (Siena  1192,  11 marzo Gentile Aroech, Minister Templare Ecclesiae S. Petri de Camullia è proprietario della quarta parte di una terra vicino la sua Chiesa); (Siena 1148 – 29 maggio Rinaldo Passalacqua e Bacculo vendono all’Ospedale di Camollia un pezzo di terra, stipulando l’atto “extra portam  de Camolliam prope domum Templi”); (Siena 1147 – 17 marzo In un atto della Badia di Passignano è ricordato un Ospedale di Siena situato “prope Domum Templi).

Particolare curioso è quello che Siena e Templari hanno un vessillo molto simile per puro caso, ma confermerebbe lo stretto legame tra la città e l’Ordine Cavalleresco: entrambi hanno uno scudo diviso in due parti, bianco in alto e nero in basso, con la differenza che il vessillo del Tempio ha nella parte bianca una Croce vermiglia patente/potente. A Siena lo stemma si chiama “La Balzana”, in araldica scudo troncato che indica lo scudo diviso in due parti. I Templari lo chiamavano Beauceant. Il dualismo tra bianco e nero ha portato alcuni ad ipotizzare che il Vessillo del Tempio rappresenta il concetto fondamentale delle filosofie esoteriche: due forze cosmiche opposte ma complementari, che muovono e governano il mondo; il cielo e la terra, il bene e il male. Certamente la cosa più interessante è la presenza in Siena dei “fedeli” di Hasan –i Sabbah (il Vecchio della Montagna) gli Assasi o Assassini, credo fra le poche città in Italia che ha dato “ospitalità” a questi uomini. In effetti operarono all’interno delle mura senesi, sia con compiti commerciali, ufficialmente, e con compiti militari gli “Assassinorun”, certamente introdotti dai Templari.  Gli Assassini vengono citati, in alcuni documenti, fin dall’anno 1243 quando sembra avessero la proprietà di alcune torri nel tratto che va da San Vigilio fino alla vecchia Porta Follonica, e su la Via Francigena (via Pantaneto), sia lungo la sua parallela Via della Staffa, quindi nel Terzo di San Martino. Un documento parla del caso di Donna Beldie, vedova di Palmiero di Lisandrino, che lascia alcuni beni a Mezzolombardo di Squarcia, e tra le carte compare una “turris Assassinorum”. Nell’anno 1259, nel registro della Biccherna, compare una “turris de Assassetta”; nel giugno precedente si legge di un certo “Boccuccio custodi turris Assassinorum” ed anche di un altro custode, tale Laurentio, sempre relativamente alla “turris Assassinorum”.
Concludo con il caso più interessante, quello che riporta il Constituto di Siena dell’anno 1262: “De contractu facto occasione Societatis Templariorum et Assaxinorum observando”, dove, per mano del Notaio Orlando del fu Actaviani il Comune di Siena si impegna ad osservare un contratto stipulato con questa società. In Siena si trova anche il Palazzo detto dei Templari di Malta (poiché è in questa zona che i Cavalieri del Tempio con la loro Magione si insediarono), sorge sull’antica Via Camollia, oggi ai civici 151/153, una struttura ascrivibile al XIV secolo. L’edificio presenta un impianto planimetrico a sviluppo longitudinale di forma rettangolare. La fronte con paramento interamente in laterizio a vista, è articolata su quattro piani scanditi da cornici continue in pietra che corrono all’altezza dell’imposta degli archi e del davanzale delle finestre. Detta cornice è costituita da un listello, da una gola e da dentelli. Al piano terra due grandi arcate con arco acuto che abbraccia l’arco scemo, nell’archivolto un’arma gentilizia molto scolorita, con traccia di croce latina. Gli archi poggiano su due alti pilastri in cotto con una fascia mediana in pietra su cui sono infisse le caratteristiche campanelle in ferro. Nell’interasse dell’arco dell’arcate tre mensole in pietra. Al primo piano si aprono due arcate a pieno sesto, oggi parzialmente tamponate e sostituite da finestre rettangolari. Nel secondo piano due arate a sesto acuto, entro le quali si evidenziano chiare le sagome dell’antica trifora. L’interno è stato notevolmente ristrutturato, particolare interesse rivestono le possenti travi mensolate in legno site in alcune stanze dal secondo piano che sembrano coeve del primo originario palazzo All’esterno è possibile notare la sopraelevazione dell’ultimo piano avvenuta probabilmente nel XIX secolo. Quasi certamente tale costruzione è detta Palazzo dei Templari di Malta (in stile gotico senese) perché proprietari ne furono i Templari e adibita a scopi diversi, in quanto l’attuale costruzione risale al XIV secolo, più precisamente circa all’anno 1315, data in cui l’Ordine Templare era stato soppresso.

Ulteriore attenzione si deve prestare ai processi contro i Templari: il mese di settembre dell’anno 1311, a Firenze presso la chiesa di S. Egidio (situata nell’ospedale di Santa Maria Nuova) iniziarono gli interrogatori dei Templari. Ufficialmente dai documenti risultano sei gli inquisiti e cinque interrogati presso la Chiesa di S. Egidio in Firenze, Frate Bernardo de Parma (14/09/1311); Frate Egidio Precettore della Domus di S. Gimignano (17/09/1311); Frate Guido de Cietica Precettore della Domus di Caporsoli (5/10/1311); Frate Lanfranco di Florenzuola (11/10/1311); Frate Nicola Regino Precettore della Domus di S. Salvatore di Grosseto (11/10/1311). Frate Giacomo da Pighazzano, Pigazzano, (23 e 24 ottobre 1311 a Firenze e poi Lucca e tra il 17 e il 21 giugno 1311 a Ravenna).

Ci chiediamo perché il Precettore della Magione senese o nessun Templare della stessa non fu interrogato. Forse la Repubblica, giustamente, li aiutò? Perché si deve attestare per correttezza di cronaca, che la definizione, non vera,  era quella di processo, in realtà furono inquisizioni, naturalmente con torture nei confronti di Monaci/Cavalieri, ma si deve aggiungere che spesso erano solo umili serventi dell’Ordine, che nulla potevano conoscere di riti o particolari di iniziazioni, purtroppo costretti dalle minacce e dalla tortura, confessarono cose suggerite dagli accusatori. L’Inquisizione è un’inchiesta speciale svolta con una procedura arbitraria o ad ogni modo lesiva dei diritti, della libertà, della dignità dell’individuo, tanto più quando una decisione è presa in anticipo rispetto alla sentenza finale.

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