SIENA IL PALIO E I FANTINI MAREMMANI

Palio (dal latino pallium “mantello”; v. pallio), drappo riccamente intessuto o ricamato o dipinto, assegnato come premio al vincitore di gare, specie equestri, disputate in varie città italiane nel Medioevo, nel Rinascimento e ancora oggi, in occasione di determinate feste religiose.
Quando si parla di Palio per antonomasia si pensa subito a Siena, che dette inizio, a questa antica tradizione circa agli inizi del XIII secolo, e ancora oggi in questa città ricca di storia, memorie e testimonianze immortali di un passato che si percepisce camminando lungo i vicoli della città all’interno delle mura divisa in Terzi: Città, San Martino e Camollia. Al loro interno diciassette Contrade (Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone) con dei confini stabiliti agli inizi del XVIII secolo (dopo la soppressione di sei Contrade: Gallo, Leone, Quercia, Orso, Spadaforte e Vipera) tutt’oggi vigenti, non dimenticando naturalmente la magnifica Piazza del Campo (semplicemente il Campo). Questa piazza è unica per la sua particolare ed originale forma a conchiglia.

Da non senese, ma amante della grande festa del popolo senese, il Palio non si vede, ma si vive, il Palio non è uno spettacolo ma una festa. E’ la grande festa del popolo senese che il Palio lo vive, lo soffre e lo sogna tutto l’anno in modo intimo, geloso, riservato, scontroso e poi se lo gode coralmente davanti agli occhi del mondo. L’amore dei senesi per le diverse Contrade, ma soprattutto l’amore per Siena che tutte le comprende e che tutte le abbraccia vince sempre. Un non senese può raccontare il Palio in un solo modo, con profondo rispetto, astenendosi da giudizi, ed evitando di ridursi alla descrizione del giorno del Palio. Diversamente si dovrebbe vivere quella realtà vulcanica, quell’esplosione di intensità raccontandola seguendo la vita della Contrada nei trecentosessantaquattro giorni che lo precedono. Il Palio non è gioco, il Palio vive tutti i giorni dell’anno, il Palio si dovrebbe vivere dentro la Contrada per capire la storia la tradizione e persino la leggenda, quale trasmissione nel tempo, di generazione in generazione, di consuetudini, usi e costumi, modelli e norme. Un modello storico/sociale di concetti e avvenimenti non sempre facilmente comprensibile per i non nati a Siena o turisti; per tanto fortemente invitati a non giudicare.

La Contrada è vita, è qui che scorre fra senso di appartenenza e rapporto naturale di reciproco sentimento d’affetto la fratellanza, divisione delle competenze, mutuo assistersi, capacità di farsi carico dei più deboli, trasmissione di valori alle nuove generazioni. Naturalmente chi raggiunge posizioni di responsabilità apicali è chiamato a maggiori sacrifici per il bene e per l’onore della Contrada. Ho avuto l’onore e il piacere di vivere cinque giorni in una delle diciassette Contrade e conoscere un grande popolo quello della Pantera. Un modello “m’apparve cosa meravigliosa a vedersi, a dirsi “– scriveva Dante -, meravigliosamente diversificato rispetto ai tempi che viviamo, un patrimonio umano ben rappresentato dai giovani e meno giovani, donne e uomini, un patrimonio umano che rappresenta una cultura “vincente”, e questo vale per tutte le Contrade di Siena. Seguiamo il forte consiglio/sentimento d’amore cantato da ogni popolo delle diciassette Contrade: “Per forza e per amore ci dovete rispettare”.

Ogni Contrada è come un piccolo stato, retto da un Seggio direttivo presieduto da un Priore (che può cambiare titolo da Contrada a Contrada). Le Contrade all’interno del proprio territorio  hanno la propria Chiesa, la stalla per il cavallo e una sede storica dove viene custodito tutto il patrimonio storico-artistico e culturale pervenuto nei secoli: dai drappelloni conquistati ai dipinti e gli affreschi, dagli antichi costumi fino a quelli in uso odierno, le antiche bandiere, l’archivio documentale e tutto quanto concerne la vita della Contrada. Siamo a giugno e il giorno ventinove alle ore 12,00/13,00, su di un palco allestito davanti al Palazzo Pubblico si svolgeranno le operazioni del sorteggio: ad ogni cavallo verrà abbinata una Contrada. Ad ogni assegnazione, il Barbaresco prende in consegna il cavallo avuto in sorte e lo conduce alla stalla, accompagnato dai contradaioli. Inizia questa meravigliosa festa, per il popolo senese, ma un’emozione caratterizzata da sentimenti di impotenza e delusione che ci “rattrista” come stato d’animo e come suo riflesso esteriore. Il ricordo, sinonimo di memoria che rievoca alla mente immagini, nozioni, persone, avvenimenti riguardanti cavalli maremmani e fantini di maremma che nel ventesimo secolo (1 gennaio 1901 – 31 dicembre 2000) ebbero una importante presenza nei vari  Pali. Si chiama emozione, una viva impressione, un eccitazione positiva, come una reazione affettiva complessa intensa e piacevole. Siena li ricorda e onora, la maremma grossetana li ha un po’ messi in secondo piano, direi proprio li ha dimenticati. Tutto ciò rattrista, in quanto, il XX secolo (e non solo) è stato per i fantini maremmani , della provincia di Grosseto, un secolo importante e di grandi soddisfazioni. In tanti hanno corso per le varie contrade, almeno in quaranta e forse di più, vincendo sicuramente almeno cinquantatre Palii. Di questi Fantini Vittoriosi si ricordano:

Alessandri Eletto Bazza nato a Cinigiano (GR) 27/2/1927 Palii corsi 36 vinti 6;
Alessandri Massimo Bazzino nato Arcidosso (GR) 08/12/1954, figlio di Eletto, Palii corsi 26 vinti 2;
Chelli Andrea Mistero
nato Grosseto 03/06/1973 Palii corsi 3 vinti 1;
Falchi Roberto Falchino
nato Batignano (GR) 16/01/1963, figlio di Emilio Fildiferro II, Palii corsi 12 vinti 1;
Fineschi Benvenuto Benvenuto nato Campagnatico (GR) 23/09/1867 Palii corsi 7 vinti 1;
Funghi Ferruccio Porcino nato Manciano (GR) 28/10/1901 Palii corsi 31 vinti 1;
Furi Edoardo Randellone nato Santa Fiora 02/12/ 1883 Palii corsi 12 vinti 1;
Giorgi Antonio Baino nato Cinigiano (GR) 31/03/1935 Palii corsi 11 vinti 1;
Leoni Domenico Moro III nato Cinigiano (GR) 13/06/1876 Palii corsi 18 vinti 2;
Leoni Fernando Ganascia nato Monticello Amiata (GR) 30/06/1908, figlio di Domenico, Palii corsi 36 vinti 8;
Luschi Ottorino Cispa/Briscola nato Gavorrano (GR) 27/01/1887 Palii corsi 19 vinti 6;
Luschi Vieri Cittino nato Giuncarico (GR) 13/01/1911, figlio di Ottorino e fratello di Mario Luschi Ciaba, Pali corsi 9 vinti 1;
Magnani Ivann Terribile nato Grosseto 10/02/1919 Palii corsi 24 vinti 1;
Menichetti Alfonso Nappa nato Manciano (GR) 23/04/1880, figlio di Girolamo/Girolametto e fratello di Ermanno Popo e Menichetti Santi, Palii corsi 30 vinti 6;
Menichetti Ermanno Popo nato Manciano  10/03/1878 Palii corsi nel XX secolo 14 vinti 1, ha corso anche nel secolo XIX 5 Palii vincendone 1;
Montechiari Angelo Spanziano
nato Manciano (GR) 09//05 1875 Pali corsi nel XX secolo 8 vinti 2, ha corso 1 Palio nel XIX secolo; Nucciotti Albano Ranco nato Grosseto 08/01/1915 Palii corsi 25 vinti 2;
Tamburelli Donato Rondone nato Seggiano (GR) 14/02/1934 Palii corsi 38 vinti 3;
Terni Giorgio Vittorino nato Cinigiano (GR) 04/09/1932 Palii corsi 22 vinti 7.

Naturalmente, nel XX secolo, oltre i suddetti, vi sono stati tanti altri fantini maremmani della provincia di Grosseto che hanno corso il Palio di Siena senza purtroppo avere il grande piacere della vittoria.
Bardi Olindo Seguito nato Grosseto 15/10/1936;
Bernardini Stefano Olinto nato Castel del Piano (GR) 05/10/1969;
Braca Antonio Cucciolo nato Pitigliano (GR) 08/07/1912;
Corchia Albo Primula Rossa nato Manciano (GR) 22/10/1953;
Duchi Guido Martellino II nato Grosseto 28/10/1880;
Falchi Emilio Fildiferro II nato Batignano (GR) 21/01/1934;
Luschi Mario Ciaba nato Giuncarico (GR) 24/07/1909;
Mellini Renzo Lampino nato Grosseto 28/08/1927;
Menichetti Santi nato Manciano (GR) 08/04/1889;
Naldi Claudio Imolino nato Cinigiano (GR) 12/02/1958;
Naldi Imolo Falchetto nato Campagnatico (GR) 17/12/1920;
Pantucci Guglielmo Memmo nato Campagnatico (GR) 04/03/1896;
Penni Dino Granchio nato Roccastrada (GR) 02/10/1924;
Pieraccini Cesare Bubbolino II nato Seggiano (GR) 26/09/1944;
Pieraccini Dino Bubbolino I nato Manciano (GR) 01/05/1916;
Pieraccini Mario Barberino nato Seggiano 11/08/1926;
Tacconi Alfio Biondino nato Roccastrada (GR) 16/06/1923;
Torzoni Leopoldo Smania nato Gavorrano (GR) 10/11/1903.

Fantini maremmani della provincia di Grosseto che hanno corso il Palio di Siena nel secolo XIX (1801 – 1900):
Duchi Antonio Martellino I nato Cinigiano (GR) 01/01/1849 Palii corsi 5;
Evangelisti Niccolò Caratello nato Pitigliano (GR) 17/09/1861 Palii corsi 1;
Fabbri Angelo Spagnoletto nato a Montemerano (GR) 28/11/1824 Palii corsi 12 vinti 3;
Giustini Luigildo Paolo Buriano nato Buriano (GR) 15/09/1848 Palii corsi 1;
Gorelli Domenico Maremmano nato Casal di Pari circa nell’anno 1795 Palii corsi 1;
Maggiori Annibale Manciano nato Manciano? Palii corsi 11;
Melani Gemignano Mulatto nato Scansano (GR) 12/03/1842 Palii corsi 1;
Menichetti Girolamo Girolametto nato Manciano (GR) 05/02/1847 Palii corsi 7;
Paoli Giuseppe Mascherino nato Pitigliano (GR) 16/03/1839 Palii corsi 26 vinti 3;
Ripaccioli Lorenzo Lorenzino Manciano (GR) 07/10/1839 Palii corsi 1;
Santinelli Paolo Marzialetto nato Manciano (GR) 27/03/1838 Palii corsi 13 vinti 2;
Signorini Biagio Boddino nato Monterotondo Marittimo  (GR) circa nell’anno 1813 Palii corsi 1;
Turchi Liberato Liberato nato a Montenero (GR) 09/08/1842 Palii corsi 4 vinti 1.

Fantini maremmani che hanno corso il palio di Siena nel secolo XVIII:
Giovannetti Antonio Bastianone originario di Scarlino Vittorioso in tre Palii;
Giovannetti Giacomo Bastiancione originario di Scarlino Vittorioso in 3 Palii;
Luti Niccolaio Ignudo nato Prata (GR) 05/06/1692 Palii corsi 5 vinti 3;
Ronchi Orazio Grillo nato  Roccatederighi (GR) 30707/1756 Palii corsi 21 vinti 1 corsi 17 nel XVIII secolo e 4 nel XIX secolo;
Chelli Andrea detto Mistero  nato a Grosseto 3 giugno 1973, Siena 20 gennaio 2014. (Ultimo fantino maremmano/grossetano ad avere vinto il Palio nell’anno 1993 – monta il cavallo Vittorio per il Drago) vince cavallo scosso (alcuni dati dei fantini sono ripresi da (www.Il palio.org).

Inoltre il pittore Pietro Aldi, nato a Manciano (GR) 1852 e morto nel 1888 a Manciano (GR), è ricordato a Siena per gli studi effettuati presso questa città  e i suoi celebri lavori pittorici svolti nella sala del Risorgimento del Palazzo Pubblico, ma non ultimo è ricordato per  avere disegnato il Palio del 16 luglio 1887, al quale assistettero i Reali.

Non posso fare altro che inchinarmi dinanzi a cotanta professionalità. Il vostro è stato un grande amore per una grande festa chiamata Palio, un successo senza pari e meritate il meglio che possa concedervi il ricordo, quale impronta di un complesso di vicende ed esperienze del passato, conservata nella coscienza e rievocata alla mente dalla memoria che materializzi un segno di testimonianza affettiva.

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