LA LONGEVITA’ DEI TEMPLARI
di Maurizio Santi
La longevità sembra essere una caratteristica peculiare dei Templari, in un’epoca storica come il basso medioevo in cui l’aspettativa di vita non era molto elevata i Monaci Cavalieri raggiungevano di frequente il doppio dell’età della gente comune. I casi più noti includono Ugo de Pagani, il co-fondatore e primo Gran Maestro dell’Ordine, morto nel 1136 all’età di 66 anni e Geoffrey de
Charney, precettore di Normandia, deceduto a 63 anni insieme al Gran Maestro Jacques De Molay sul rogo a 71 anni, non dimenticando Gauldim Pais I, Maestro della provincia portoghese, passato a migliore vita a 77 anni. Tutto ciò emerge dai documenti storici relativi all’epoca compresa tra l’XI e il XIV secolo. E’ evidente, oltre ad altro, che c’era una peculiarità nel loro stile di vita. Lo sottilinea chiaramente Francesco Franceschi, direttore del reparto di medicina d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma; per lui la longevità sarebbe riconducibile primariamente alla loro alimentazione, vedi ricerca da lui firmata dal titolo “The diet of Templar Knights: Their secret to longevity ?” apparsa sulla rivista scientifica internazionale “Digestive and Liver Disease”.
Ritengo solo di precisare che la dieta, che di seguito riporto, citata dal direttore Franceschi, non era uguale per tutti gli appartenenti all’Ordine dalla vermiglia Croce, ma solo per i Monaci – Cavalieri, come previsto nell’antica regola “scomparsa”. Questi seguivano uno “stile” di vita sancito “dall’antica Regola Templare Latina” includente importanti capitoli relativi all’alimentazione e all’igiene a tavola. In primo luogo si vietava loro di mangiare carne più di tre volte alla settimana, completando i loro pasti con pesce, verdure e soprattutto legumi, da ritenersi i più potenti prebiotici presenti in natura e il nutrimento ottimale dei batteri buoni che compongono la flora intestinale, come scrive il professore. Diversamente l’alimentazione “normale” di quel periodo storico era prevalentemente a
base di carne (soprattutto per le classi agiate). Per i Monaci-Cavalieri veniva quindi previlegiato un tipo di cibo a ridotto contenuto di grassi; qualitativamente, quindi, un modo di mangiare a bassi contenuti di grassi, salvaguardando, in parte, il rischio di tumori del tratto digestivo e di sindrome metabolica, che ha sempre costituito un terreno fertile per lo sviluppo di malattie cardiovascolari,
diabete e tumori. Anche l’igiene in tavola aveva la sua importanza. Nutrivano infatti attenzioni particolari alla pulizia e alla qualità degli alimenti: mangiavano solo in refettori curati e su tovaglie pulite, avevano l’obbligo di lavarsi le mani prima di mangiare e vietavano a chi faceva lavori manuali “ad esempio ai maniscalchi o ai contadini” di servire il cibo a tavola in modo da mantenere la giusta igiene durante i pasti. Inoltre il cibo consumato era sottoposto a stretti controlli che interessavano tutta la filiera, così che venivano portati in tavola alimenti di buona qualità e privi di potenziali rischi di trasmissione di malattie virali o parassitarie. Il Prof. Franceschi inoltre sottolinea nel suo studio: “I Templari furono cultori della piscicoltura e quindi allevavano il pesce che mangiavano, non dimenticando che era loro vietato il consumo di cacciagione, mentre la carne e altri prodotti di cui si cibavano provenivano esclusivamente dall’Europa perchè ritenuti, giustamente più sicuri e di qualità. Da ulteriori documenti storici traspare che anche il modo di bere era migliore, in quanto sostituivano al classico vino locale, il vino di palma a cui veniva aggiunta polpa di canapa e aloe vera. Questa bevanda presente soprattutto in Terra Santa, si caratterizza per un basso grado alcolico e oggi, spiega Franceschi, sappiamo che il basso grado alcolico ha una proprietà antiaggregante piastrinica del tutto simile a quella della cardioaspirina. Non ultima la capacità, dello stesso vino di palma, a liberare l’acqua da parassiti e agenti patogeni (l’aloe è pianta che vanta proprietà antisettiche antibiotiche e fungicidi). Inoltre, sempre nella quotidianità, l’acqua “subiva” aggiunta di agrumi, che oltre ad una elevata percentuale di purificazione, fornivano vitamina C e licopene, elementi utili sul piano metabolico e nella prevenzione di numerose patologie. Nelle sue conclusioni il Prof. Franceschi afferma: “Crediamo che la dieta e loro abitudini di vita possono dare una spiegazione alla straordinaria longevità dei Templari: se questo è il caso, il motto “imparare dal passato” non è mai stato così appropriato”. Noi ribadiamo che trattasi di “una” delle ragioni della loro longevità.

