LA CROCE TEMPLARE

di Maurizio Santi

La Croce Patté/Patente/Potente è una particolare forma di croce a bracci uguali le cui estremità si espandono verso l’esterno. L’aggettivo patente, infatti, deriva dal latino patens, participio presente del verbo pateo, aprire, dunque col significato di qualcosa “che si apre”, formando al centro quattro figure ovali, in araldica chiamate “mandorle pelate”. Fu il segno/simbolo, distintivo, esclusivo dei Templari, a tal punto che i cronisti dell’epoca, e molti degli attuali storici, la qualificano sempre come “Croce del Tempio”,  “Croce dei Templari” o anche “Croce della Milizia del Tempio” (così la definiva anche il Cardinale Jacques de Vitry 1180 – 1240).

L’origine della Croce Templare, può trovare una spiegazione:  i primi Cavalieri Templari ebbero la loro sede in Gerusalemme nell’edificio della Cupola della Roccia. Questa cupola costruita in tre anni (dal 688 al 691) dal califfo Ummayade Abb El Malik è sostenuta da due cerchi concentrici di colonne, 24 per il cerchio esterno e 16 per il cerchio interno. Otto di queste colonne esterne e quattro colonne interne sono prismatiche piuttosto rotonde e molto più massicce delle altre perché sostengono direttamente il tetto e la cupola della costruzione. Basta riunire con delle linee dritte le paia opposte delle grandi colonne del cerchio interno alle due colonne esterne più vicine, e la disposizione ottenuta è quello della Croce Templare. Salta agli occhi appena si osserva una pianta della moschea ed è possibile che, quando i Templari scelsero una Croce per rappresentare il loro Ordine, ne scelsero una che rappresentava questo Tempio, di cui avevano già preso il loro nome. E’ qui che all’inizio del XII secolo, i primi Templari riscoprirono, a Gerusalemme, le verità esoteriche del cristianesimo primitivo con l’Arca dell’ Alleanza. Vi trovarono un’abbondanza d’informazioni e di tecniche spirituali e la “Croce del Cristianesimo”. È dunque senza sorpresa che i Templari ricevettero da Papa Eugenio III nel 1147, la Croce vermiglia come segno trionfale per non fuggire davanti all’infedele, “il sigillo divino” come simbolo della loro Cavalleria. Il segno della Croce non ha un significato solo simbolico, ma se è compiuto coscientemente è un processo attivo. Dal punto di vista simbolico la Croce Patente/Potente, esprime i cicli d’evoluzione e d’involuzione dell’umanità, ed è il risultato dell’accoppiamento del simbolo iniziatico teosofico (la SWATISKA) e del simbolo di contro iniziazione (la croce – gammata, dalla lettera greca gamma maiuscolo). Le due Croci accoppiate rappresentano il simbolo perfetto dell’armonia iniziatica. Con il suo carattere circolare, questa Croce designa dunque anche la disposizione delle forze nel cerchio e rientra così nel tema della spirale infinita. In realtà, se facciamo riferimento alle fonti (affreschi, oggetti, sigilli, pietre, sculture, ecc.), si nota l’esistenza di molte forme di Croci, che si raccolgono in due categorie: quella del mantello e degli abiti, che era relativamente omogenea, e quella utilizzata sugli oggetti, sigilli, calvari, ecc. La Croce del mantello sembra essere stata di due forme: la croce greca, secondo l’Arcivescovo Guglielmo di  Tiro (1130 circa – 1186 circa), precisa che il Maestro “ porta una Croce vermiglia sul seno” (tipica dell’arte bizantina, si alternò nei secoli alla Croce Latina come base per la pianta delle Chiese. I suoi quattro rami uguali e il fatto che essa possa essere contenuta in un quadrato, fanno della Croce Greca la Croce idealizzata, che rappresenta la Natura Divina di Cristo). Il secondo tipo era Patente/Potente  più o meno accentuata con le estremità tagliate nette. Il colore rosso/vermiglio è legato al sacrificio, il bianco alla purezza. Segnaliamo che la Croce Latina difficilmente/raramente s’incontra. Negli oggetti, nelle pietre nei muri di città, di Commanderie, di proprietà, utilizzata come pietra di confine ecc. ecc.”, la Croce dominante è la Pattè/Patente/Potente, ma si possono trovare di diversi tipi. Iniziando da quelle dei sigilli le Croci più frequenti sono Patenti/Potenti (in francese Croix Pattè ed in inglese Cross Pattèe, in tedesco Tatzenkreuz ed in spagnolo Cruz Patè), di tipi sottili o spessi, agli angoli Pattée e legati in abisso, fine dalle estremità Pattée Acuta, Trifolata, Ancorata e Patriarcale, questa forma di Croce, taluni sostengono possa  essere stata riservata ai Cappellani dell’Ordine. Anche in alcuni affreschi tutt’ora visibili, fanno bella mostra sia la Croce dalle estremità arrotondate sia la Croce sottile dalle estremità Pattè/Patente/Potente. Molte di queste forme erano determinanti nel segnalare una funzione precisa esercitata dalla persona che faceva uso del sigillo, con le varie tipologie di Croci (Maestri di Provincia, Priori, Cappellani, ed altri). Questo tipo di Croce Pattè/Patente/Potente è conosciuta anche come  “ Croce Solare” o anche “Croce Celtica”. A parte poche  eccezioni (Croce di mantello e Croce di funzione), è certo che la forma di Croce era lasciata alla discrezione dei dignitari e Maestri. Il simbolo della Croce in un cerchio è antichissimo ed ha svolto un ruolo importante nella storia dell’umanità. Questo simbolo può essere trovato in numerose culture ed in posti multipli del mondo. Nel simbolo della Croce Rossa/Vermiglia  dei Templari, il cerchio  in alcuni casi è stato abbandonato e la rappresentazione era stilizzata per mostrare “la Croce Pattée/Patente/Potente” che contiene numerose  proprietà geometriche e segreti esoterici. Oltre alla sua forma, l’importante era il simbolo che rappresentava. Simbolo universale e precristiano, la Croce è un simbolo che totalizza ed integra, che misura lo spazio ed il tempo, e che sintetizza tutti gli elementi del mondo sensibile. Allo stesso tempo ricevitore ed emettitore, la Croce, che agisce sull’Essenza dell’esistenza, unisce nel suo punto centrale tutti gli antagonismi ed i complementari, non per annullarli o distruggerli, ma per armonizzarli, per dare loro forza e potenza che agirà “sull’uomo nuovo ed universale” qual era il Templare, il cui archetipo era il Maestro, “cuore” e ricettacolo  dei poteri, potenze e conoscenza dell’Ordine. Il punto centrale, significativamente “l’abisso”, dove s’incontrano i rami che si situano fuori del tempo, “il punto di pace” il centro immobile ed armonico, è il naos, il cui accesso è possibile soltanto con la saggezza e la conoscenza. È la ricostituzione dell’androgino primordiale, tema che faceva parte della dottrina del Tempio. Questa croce simbolizzava che il Templare aveva lasciato la via nella vita, che consiste nel prendere agli altri, ed aveva abbracciato la via spirituale del dare agli altri. Tale concessione, di Papa Eugenio III, era anche un’autorizzazione che dava loro mano libera di agire in modo “necessario” come Monaci/Cavalieri (guerrieri) per liberare la Terra Santa. Il Papa gli concedette un potere Onnipotente, infatti la Croce conferitagli non è quella della passione di Gesù, ma quella del Cristo Onnipotente. La Croce Pattè/Patente/Potente scorciata e aguzzata/aguzza/fitta/linguata, ma non con normale accentuata prominenza, bensì  molto più corto il piccolo prolungamento uscente dal braccio della Croce, normalmente, ovvio casi sporadici, si differenzia solo ed esclusivamente, perché hanno le loro estremità ridotte a punta, e lo sono per l’ordinario nella parte inferiore, detta pure Croce Linguata. Questo simbolo sacro fu usato dai Templari sia all’interno delle loro Chiese che nelle loro abitazioni. Rappresenterebbe la presenza di un Monaco/Cavaliere ritornato dalla Crociata e in quel luogo, per comando, stabilitosi. Raffigura inoltre la Croce e la spada per la sua “linguatura”, il Monaco per la preghiera e il Cavaliere per il combattimento, in difesa della Fede. Spesso nelle Chiese Templari questa Croce la si trova al centro degli altari a dimostrare la loro presenza a difesa del luogo sacro e della religione. Non dimenticando il senso del numero cinque (quattro bracci e la linguatura 4 + 1 = 5) che è il numero dell’uomo considerato mediatore fra Dio e l’universo, la vita, l’uomo che genera l’uomo, è un passaggio tra vivere il materiale e lo spirituale che domina gli elementi. La “lingua” della Croce radicata nella “Casa di Madre Natura”, domina i quattro elementi. Per i Templari questo simbolo, nella forma positiva, rappresentava evoluzione ed elevazione nella forma negativa discesa e degradazione.

FONTI BIBLIOGRAFICHE:

“Saggio sulla Simbolica Templare” di Bernard Marillier. Publié le 13 décembre 2014 par Mstclair
“I Templari e la Tradizione il Significato dei Simboli e Segni”  Maurizio Santi  – Ed. Nord-Sud 2021

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