TEMPLARI E SAN MICHELE ARCANGELO, SCUDO E GLADIO DELLA CHIESA
di Maurizio Santi
Non è un caso che San Michele Arcangelo sia stato il Patrono dei Cavalieri Templari, la festività dedicata a San Michele Arcangelo è il 29 settembre subito dopo l’equinozio di autunno. Il nome Michele deriva dall’espressione Mi-Ka-El che significa “chi è come Dio?”.
Dai Templari era considerato il primo dei Cavalieri, il Cavaliere celeste, ideale e perfettamente leale, forte puro e vittorioso come un Cavaliere deve essere, con tutta la sua fiducia riposta in Dio e nella Madonna, come insegnato loro dal Maestro Santo e Dottore della Chiesa San Bernardo.
“Armiamoci, dunque dalla testa ai piedi, perché la vita è una sola e in essa si definisce la nostra eternità senza possibilità di ritorno, lui Michele suscitato, sorto innalzato, da Dio per proteggere la Chiesa e gli uomini è l’archetipo del Cavaliere della Milizia il paladino dei piani divini”; da questo pensiero, investito dal bianco mantello e la vermiglia Croce, avendo acquisito una serie di nozioni, in senso materiale/spirituale/filosofico dagli scritti del “De Laude Novae Militiae” e dalle vere Regole e veri Statuti mai ritrovati, Michele diventa il loro protettore che veste l’armatura del Guerriero Combattente, Custode del popolo di Dio. La chiave di lettura che unisce i Templari, Guerrieri della luce devoti a San Michele alla Dea Madre, sta nel legame con i santuari dedicati a San Michele; si veda la Sacra e il cosiddetto portale dello Zodiaco, libro di pietra scolpito dalla mano di un Alchimista medievale, il maestro Nicolas. I santuari erano costruiti sulle vette considerate sacre, ritenute abitate da divinità e da creatura Angeliche che vi dimorano. Le cattedrali dedicate a San Michele hanno proprietà telluriche ma sono in grado di dominare in particolare le forze negative prima dell’autunno, prima dell’attacco dei draghi dell’inverno e delle forze nere, all’equinozio d’autunno”. Non è un caso che a San Michele Arcangelo i Templari abbiano intitolato tante loro “proprietà” soprattutto luoghi particolari sacri.
Il comandante delle milizie celesti, dapprima accanto a Lucifero (fratello degli Arcangeli), nella rappresentazione della coppia angelica, rimanendo invece fedele a Dio, si separa da Satana e dagli Angeli ribelli e apostati (un terzo del totale), che precipitano negli Inferi.

San Michele e il drago, Raffaello Sanzio, 1500 ca (Louvre)
San Michele Arcangelo l’espressione del guaritore, accompagnatore di anime, nelle rappresentazioni iconografiche è rappresentato in forma di guerriero e tiene Satana sotto i suoi piedi, minacciato dalla spada-croce che rappresenta la potente liberazione, quell’essenza affilatissima e unica in grado di separare il bene dal male. Ed ecco che il “De Laude Novae Militiae ad Milites Templi” e San Bernardo si ripresentano usando il termine malicidio per chiarire il ruolo dei guerrieri cristiani: i Milites Christi, essi erano ministri di Dio per il bene maggiore e l’estirpazione del male, portando, il Santo, i suoi Cavalieri a incanalarne il vero spirito, “simboleggiando” San Michele Arcangelo. Viene riportato in molti testi sacri che il male sia così innato nel genere umano che una separazione netta ne causerebbe la morte. A volte la spada è rappresentata ansata o fatta di rami intrecciati a simboleggiare il Caduceo di Mercurio, immagine rafforzata anche dalla rappresentazione di Michele con un copricapo alato. Quest’iconografia riverbera la figura di Michele come araldo di Cristo, simbolo di unione delle energie celesti e terrene. La raffigurazione della spada fiammeggiante comune in tutte le tradizioni, vuole far risaltare le qualità più spirituali di Michele, la sua energia Cristica. Di rado si ravvisa anche la spada tenuta per la lama, in realtà la croce pomata, è simbolo del suo potere di aiuto e guarigione offerto a chi riconosce ed accetta la via Cristica. Recita un’antica invocazione: “San Michele Arcangelo, difendici nel combattimento, affinché non periamo nel giorno del tremendo giudizio”.
Un altro attributo importante relativo all’Arcangelo è il drago, su cui trionfa senza però mai ucciderlo definitivamente. Il drago è infatti simbolo del male che può essere soggiogato ma mai cancellato del tutto, perché funzionale all’evoluzione, proponendo la sublime rappresentazione del sottile e fragile equilibrio che cerca di mediare la purezza del divino, mentre lotta contro l’oscurità del male.
L’Arcangelo viene riconosciuto anche come guida delle anime al cielo. Secondo tradizioni vicine all’ermetismo cristiano, San Michele regge l’equilibrio del sistema solare e quello del sistema interiore dell’uomo. Secondo questa visione il Sole simboleggia il cuore e il centro dell’essere umano, così come è il centro del sistema solare; la bilancia di Michele detiene dunque un suo ruolo di grande equilibratore. Il nome di Mīkāʾīl (in arabo), o Mīkīl (in arabo), è citato nel Corano alla sūra II, versetto 98. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a quest’ultimo, sempre secondo tradizione, avrebbe istruito personalmente Maometto e, secondo un’altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.

La linea sacra
Oltre a San Michele, la Chiesa ricorda nello stesso giorno gli arcangeli Gabriele e Raffaele. La Bibbia rivela le specifiche missioni di ognuno: Michele avversario di Satana, Gabriele “annunciatore” e Raffaele “soccorritore”. Spesso l’Arcangelo viene rappresentato sulle guglie dei campanili, perché è considerato il guardiano delle chiese contro satana.
Inoltre a lui vengono dedicate le cappelle e gli ossari dei cimiteri. Il suo culto si è diffuso in Oriente e Occidente, portando alla costruzione di luoghi di venerazione posti lungo una linea retta, la cosiddetta “Linea sacra”, che collega l’Irlanda con Israele, passando per Inghilterra, Francia, Italia, Grecia. La Linea di San Michele Arcangelo è un enigmatico allineamento di sette santuari, disposti lungo una linea retta che si estende dall’Irlanda fino a Israele. Questo percorso, lungo migliaia di chilometri, è legato alla figura di Michele, l’Angelo guerriero menzionato nelle tradizioni cristiane, e secondo la leggenda sarebbe stata tracciata dal santo stesso per simboleggiare la lotta contro il male. Lungo questo asse immaginario, si trovano sette luoghi sacri dedicati all’Arcangelo Michele, ognuno con una storia antica e profonda, ove ebbero un importante presenza e storia anche i Templari. Tra le emergenze territoriali che i Monaci Cavalieri dal bianco mantello e la vermiglia Croce passarono a gestire, gli antichi tracciati viari atti a congiungere gli originari luoghi dedicati all’Arcangelo Michele.
Skellig Michael (Irlanda) Sorge su un isolotto a largo delle coste irlandesi il monastero cristiano risalente al VI secolo, un luogo solitario e mistico.
St. Michael’s Mount (Regno Unito). Questo santuario si trova su una piccola isola tidale in Cornovaglia, collegata alla terraferma solo durante la bassa marea. È simile al più noto Mont Saint-Michel in Francia e ha radici profonde nella tradizione cristiana locale.
Mont Saint-Michel (Francia). Forse il più celebre tra i santuari della linea, si erge su una piccola isola rocciosa in Normandia. L’abbazia gotica, costruita su una roccia solitaria che domina il mare, è uno dei simboli più forti della devozione all’Arcangelo Michele.
Sacra di San Michele (Italia). In Piemonte, precisamente in Val di Susa, arroccato sulla cima di un monte, di 960 metri di altezza, sorge uno dei più affascinanti santuari della linea, questo santuario ha una storia millenaria, che risale ai Longobardi: la parte più antica è del VI secolo, ma la chiesa è stata eretta in più fasi tra l’XI e il XII secolo. La leggenda vuole che circa ottocento anni fa, i Monaci Cavalieri Templari avrebbero raggiunto la Sacra di San Michele per contrattare il passaggio di alcuni Monaci al loro Ordine.
Santuario di San Michele (Italia). Scendendo in Puglia, sul Gargano, precisamente sul Monte Sant’Angelo, sorge uno dei più antichi luoghi di culto, dedicato fin dall’Alto Medioevo all’Arcangelo Michele.
Monastero di Symi (Grecia) Proseguendo verso sud-est, nell’arcipelago del Dodecaneso, la linea conduce al Monastero di Panormitis, sull’isola greca di Symi, noto per la grande statua di San Michele e per essere un luogo di pellegrinaggio molto frequentato dai fedeli ortodossi.
Monte Carmelo (Israele). La linea termina in Israele, sul Monte Carmelo, vicino ad Haifa. In questo luogo sacro, famoso anche per le apparizioni della Vergine Maria, vi è una cappella dedicata all’Arcangelo Michele.
Il mistero della Linea di San Michele Arcangelo è ancora oggi oggetto di riflessione e speculazione. Alcuni studiosi vedono in questo allineamento un caso di linee energetiche che attraverserebbero il pianeta e connetterebbero luoghi sacri. Altri suggeriscono che la disposizione dei santuari lungo una linea retta sia simbolica e intenzionale, legata alla lotta spirituale del bene contro il male. La linea sembra puntare direttamente verso il luogo dove, secondo la Bibbia, avverrà la battaglia finale tra le forze del bene e quelle del male: Gerusalemme. Rudolf Steiner, in Massime antroposofiche scriveva: “I veri pensatori sono coloro che servono Michele, che essi considerano come il reggitore del pensiero cosmico. Michele infatti libera i pensieri dal giogo del cervello e gli apre il mondo del cuore … In lui l’immagine del mondo diviene rivelazione piena di saggezza che svela l’intelletto del mondo quale divina azione universale.”

