CASTELLO BEAUFORT DAI TEMPLARI ALLA DISTRUZIONE
Dall’epoca delle crociate fino alle guerre del XX secolo, Beaufort (Bella Fortezza) è stato ambito da imperi, re, sultani ed eserciti. Il Castello di Beaufort o Belfort, in arabo Oal’at al-Shaqif Arnun, in ebraico Mivtsar haBofor, arroccato a settecento metri di altezza sul fiume Litani, Libano meridionale, da quasi novecento anni conteso. La planimetria del Castello segue la conformazione di un nido d’aquila. È diviso in un castello superiore (l’antica fortezza interna) e un castello inferiore che si estende lungo lo sperone roccioso a 710 metri di altitudine, dominante la gola del fiume Litani. La struttura include: “Fortificazioni e fossati una roccaforte costruita dai crociati (XII secolo) su preesistenti fondamenta romane e bizantine, con bastioni scavati parzialmente nella roccia viva. La fortezza interna comprende imponenti sale a volta, una torre del mastio centrale e cisterne per l’acqua. Le difese meridionali, l’area inferiore presenta torri di avvistamento e mura perimetrali che seguono il crinale scosceso per proteggere il lato più
vulnerabile dell’altopiano, il quale è stato al centro di aspri conflitti che ne hanno danneggiato e modificato parzialmente l’aspetto originario, dovendo approfondire l’architettura e le fasi costruttive (crociate, arabe e mamelucche)”.
Trattasi di quei territori in cui la pace è sempre stata un miraggio, e per lo stato ebraico è sempre stato uno dei punti strategici più importanti per la difesa degli insediamenti della Galilea. Conosciuto come Shaqif Arnun, la scogliera di Arnoun, conquistato dal re Crociato Folco d’Angiò, che fu anche re di Gerusalemme nel 1139, facendo costruire su quello sperone il castello. Riconquistato, dopo circa due anni di assedio, da Saladino nell’anno 1190, e passarono molti anni prima che i Crociati lo riconquistassero. Questa fortezza è divenuta famosa soprattutto per il suo legame con i Monaci Cavalieri Templari Guerrieri occupandola dall’anno 1260. Questo Ordine lo occupò e lo ampliò per difendere i confini del Regno Cristiano, inoltre costruì particolari gallerie rafforzando le mura e costruendovi particolari passaggi, sfruttati anche attualmente dagli Hezbollah e prima ancora dagli Israeliani. Ritornando alla storia antica, dopo che il sultano mamelucco Baibars lo espugnò nell’anno 1268, seguirono secoli di declino per il totale abbandono, grazie anche agli ottomani i quali lo danneggiarono in modo irreparabile, almeno in parte fino al terremoto dell’anno 1837 che ne causò ulteriori danni. In seguito divenne rifugio per pastori, ma non ebbe a vivere in pace, negli anni settanta del secolo scorso, fu occupato dall’OLP facendone una base militare. Nell’anno 1982 divenne teatro di una violentissima battaglia ed occupato dall’esercito israeliano.
Durante i 18 anni di occupazione israeliana, Beaufort fu più volte attaccato dall’Olp e da Hezbolla inutilmente, “i Monaci Cavalieri Templari del castello, vegliavano, non potevano concederlo ai combattuti musulmani, il loro spirito, mai assopitosi chiedeva a LUI -manda a noi dal cielo-”, e così fu fino al ritiro israeliano nel maggio del 2000. Purtroppo prima di andarsene, gli israeliani, ebbero lo stesso comportamento dei musulmani, minarono in parte la fortezza per renderla non più utilizzabile. Per fortuna negli anni successivi il castello fu restaurato e divenne sito storico. Ma i Templari non dovevano avere pace, dovendo sopportare ed ospitare infrastrutture di Hezbollah. La storia si ripete, da poco sventola nuovamente la bandiera israeliana su Beaufort riconquistato. A nulla sono valsi gli appelli a preservarlo arrivati dall’Unesco, ricordando che l’anno passato lo aveva inserito nella lista provvisoria dei siti patrimonio dell’umanità. Non tutti conoscevano il nome di questo castello/fortezza ed hanno appreso solo ora l’esistenza di questa costruzione Crociata, rappresentante il cristianesimo difeso dai Crociati e dai Monaci Cavalieri dal bianco mantello e la Croce vermiglia. L’esistenza del castello di Beaufort ci ricorda non solo l’esistenza del Regno crociato di Gerusalemme, ma anche il fatto che questo territorio si formò in seguito a una “guerra santa” promossa dal Beato Urbano II e dai suoi successori, che furono trentaquattro tra la conquista
di Gerusalemme del 1099 e la caduta di San Giovanni d’Acri nel 1291, data convenzionalmente assunta come termine dell’epopea crociata. In questa prospettiva, il castello di Beaufort diviene, per i Monaci Cavalieri Templari, il simbolo di quel «castello interiore» che ciascuno di loro è chiamato a custodire. Esso rappresenta la fortezza della loro anima, la fedeltà ai propri princìpi, la vigilanza sulle proprie convinzioni e sulla propria vita spirituale Monaco/Cavalleresca. Difendere questo castello significa esercitare la prudenza, perseverare nel bene e non cedere alle pressioni esterne o alle debolezze interiori. Affidando infine alla Divina Provvidenza, l’esito della battaglia, leggi De Laude del loro Maestro San Bernardo, l’uomo compie tutto ciò che è nelle sue possibilità e trova nella fede la forza per resistere e per vincere. La sopravvivenza di questo castello nel corso dei secoli ci ricorda innanzitutto che i territori oggi contesi fra Israele e Hezbollah furono terre cristiane. In queste terre visse e versò il suo sangue Nostro Signore Gesù Cristo e da lì si diffuse nel
mondo la Chiesa cattolica. L’atto di distruggere, ridurre in rovina o annientare, ponendo materialmente fine a ciò che rappresenta i cristiani del passato è la sua distruzione la “morte spirituale” la decostruzione.

